Scooter

Scooter (I) Scooter (F) 

 

Un road movie in vespa tra Italia e Francia

prodotto da PolisFilm (I), Aviva Films (F), Made in Bruxelles (B)

“Un uomo non va mai così lontano come quando non sa dove andare” (Oliver Cromwell)

I grandi viaggi, come le grandi storie d’amore, non hanno mai una vera fine” (Pico Iyer)

Con Saul Nanni, Tobia De Angelis, Charlotte Cétaire e Yvan Le Bolloc’h

musiche di Titi Robin

Sinossi

Due amici ventenni partono per un viaggio in vespa per andare a trovare una ragazza misteriosa e affascinante (Juliette) ma soprattutto per fuggire dalla realtà quotidiana prima di iniziare la loro vita da adulti: università, lavoro, famiglia. Un’avventura inziatica che li farà entrare più rapidamente nell’età adulta, trovando un nuovo significato alla loro vita.

Dopo un’estate passata a lavorare nella pizzeria di famiglia a Rimini (Italia), Pippo propone al suo amico Zebra un’avventura da fare con la sua Vespa d’epoca, per “trovare” Juliette, una ragazza francese di Angers conosciuta l’estate precedente al mare, e per allontanarsi dalla routine della vita di provincia, sulle orme del loro film cult, Quadrophenia, un musical ispirato alla musica degli Who.

Federico (detto Pippo), e Stefano (detto Zebra), sono cresciuti insieme nello stesso quartiere, hanno caratteri diversi ma complementari che li rendono una “strana coppia”: Pippo è schietto e impulsivo, poco incline al contraddittorio, un tipo fisico, mentre Zebra è più al passo coi tempi, tanto intelligente quanto riflessivo, è capace di sedurre con le parole (manipolare) a seconda della situazione. L’origine dei loro soprannomi è sconosciuta ma Pippo e Zebra vivono le loro vite di provincia condividendo certe passioni, il rock anni 70, i fumetti, gli scooter d’epoca, dove il perimetro di sicurezza è garantito dalla loro complicità, uno sempre pronto a menar le mani e l’altro ad aprire bocca. L’esperienza sulla strada tra l’Italia e la Francia, però, si trasforma in un “detour” e il loro destino cambia in seguito a due incontri casuali : con un musicista rom (Joseph), che li aiuterà nel loro viaggio, e con tre fratelli curdi diretti in Inghilterra, che cambieranno il senso della loro avventura, ritrovandosi a seguirli fino a Saint-Nazaire, sull’Oceano Atlantico (“il grande mare aperto della vita”). Per Pippo e Zebra si tratta di un viaggio “iniziatico”, che segnerà il passaggio dall’adolescenza all’età adulta, proiettandoli nel futuro, ma dividendo le loro strade.

 

Note di regia

Due viaggi paralleli, diversi nei modi e nelle ragioni che li hanno avviati, on the road, attraverso l’Italia e la Francia, dal Po alla Loira, dal Mare (chiuso) Adriatico all’Oceano (aperto) Atlantico, nel cuore dell’Europa, per una storia di “formazione” che ha nell’amicizia e nella scoperta di luoghi e persone, il superamento di una condizione mentale statica, che genera pregiudizi, ignoranza e false consapevolezze.

Un road movie europeo, in parte autobiografico, che racconta un’avventura in vespa vissuta realmente, rimasta nel cuore e nella mente di chi l’ha vissuta, tanto da indurre a volerla condividere attraverso un film: due ventenni che affrontano un lungo viaggio in vespa nel 2020 sono personaggi un po’ al di fuori dei tempi che stiamo vivendo, quelli della velocità, della contrazione delle distanze e dei voli low cost, ma d’altra parte qualcuno deve pur vedere le cose in maniera a volte diversa, un po’ stramba, avere interessi e gusti legati a una visione quasi donchisciottesca dei propri padri o, nel caso di Pippo, del proprio nonno.

L’incontro col viaggio parallelo (un universo parallelo) di tre fratelli kurdi alla ricerca del ricongiungimento familiare e di una vita migliore cambia le carte in tavola e le premesse inziali dei nostri protagonisti: questa storia li farà superare la distanza che li separa dall’ingresso nell’età adulta, comprendere che cosa vogliono davvero dalla loro vita e, per la prima volta, a separarsi.

Un viaggio un po’ fiabesco (“le cose saranno davvero andate così?”), dove gli accadimenti si risolvono grazie al provvidenziale aiuto di alcuni personaggi: Juliette, una ragazza matura, giovane, colta e affascinante, anche lei al di fuori dagli schemi, Joseph, pittoresco musicista Rom che incredibilmente e generosamente li aiuterà ad uscire fuori dai guai, Mahmud, artista poliedrico, membro della comunità dell’Ile d’amour, un ex fabbrica abitata da una comunità d’artisti, e François, ricco, snob ma anche lui pronto, nel nome di un amore non corrisposto, ma vissuto sinceramente, ad aiutare il prossimo.

Una “fiaba realistica”, girata in quattro lingue (italiano, francese, inglese e kurdo) rivolta a un’ampia fascia di pubblico internazionale: giocare su questo mix culturale, anche linguistico, in modo divertente, spontaneo e realistico, permetterà di descrivendo una situazione multiculturale, dove la conoscenza della lingua dell’altro non è così profonda ma non limita il reciproco desiderio di comunicare, di conoscersi e di condividere esperienze di vita, inoltre i protagonisti hanno vent’anni ma i temi narrati si rivolgono anche agli adulti, ai “grandi” che hanno costruito il mondo che stiamo vivendo.

 

  • Promo 1 provvisorio, girato con prove di recitazione:

con sotto titoli in F e GB

  • Promo 2 provvisorio, girato con prove di recitazione 

senza sotto titoli

 

MUSICHE

Titi Robin, comporrà la musica del film. Il suo personalissimo repertorio musicale è costruito su una ricerca di armonia tra le diverse culture che ha incontrato, principalmente quella gitana e orientale mescolate con l’ambiente occidentale. Il colore originale del suo approccio riflette perfettamente il nostro tempo e il mondo del film.

Competenze

Postato il

febbraio 7, 2022

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